L'emozione è già alta quando nel primo pomeriggio vengono sorteggiate le Contrade che faranno parte delle batterie.
Da quel momento è veramente Palio, il sole che picchia forte sulla Buca d'Andrea non si sente e dentro ogni contradaiolo si provano emozioni indescrivibili.
I cavalli vengono custoditi nei box assegnati alle contrade dai barbareschi e dallo staff del cavallo.
Il barbaresco ha un rapporto davvero speciale con il suo cavallo, infatti, dal mercoledì sera, dopo la Tratta, vive con lui e quindi alla domenica gli vuole bene quasi come ad un figlio.
Dopo l'estrazione delle batterie i capitani iniziano i loro giochi, perché superare la batteria, vuole dire correre il Palio.
Solo otto Contrade, infatti, accedono alle finale e nei momenti antecedenti all'arrivo dei cavalli e dei fantini al canape, i contradaioli cercano in ogni modo di ammaliarsi la sorte con preghiere e riti scaramantici.
Perché per vincere il Palio serve un buon cavallo, un ottimo fantino, ma anche tanta tanta fortuna…senza la sorte dalla propria parte è difficile alzare al cielo il " CENCIO".
I fantini aspettano il momento della corsa insieme ai loro capitani facendo le ultime "salve" con le altre Contrade, fino al momento in cui il mossiere li chiama raccomandandogli di attenersi alle regole e di obbedire ai suoi comandi.
Lui sa bene che tra i fantini ci sono degli accordi e che loro faranno il possibile per non seguire i suoi ordini, a meno che non siano nel proprio interesse.
A quel punto, dopo essersi bagnati l'interno delle cosce per avere una presa migliore sulla cavalcatura, i fantini montano a cavallo e si avviano verso il canape: è Palio.
Mentre procedono lentamente verso la mossa, non conoscono ancora l'ordine di partenza, nessuno lo sa, viene sorteggiato pochi istanti prima, così è più difficile stipulare dei partiti al canape che influenzino il risultato della corsa.
Non appena il mossiere riceve la busta con l'ordine di partenza chiama il cavallo primo al canape e successivamente gli altri sette, l'ottava Contrada parte di rincorsa, cioè è la sua entrata tra i canapi, chiamata dal mossiere, a dare il via alla corsa.
Sembra facile, però serve anche che le altre sette contrade siano allineate nell'ordine stabilito e che il muso dei loro cavalli sia rivolto verso la partenza.
Questo non è per niente semplice visto che i cavalli sono agitati, sia per il rumore della folla, sia perché sentono la tensione del fantino, ma anche perché quest'ultimo spesso fa essere agitato il proprio cavallo per farsi posto in posizioni migliori o per dare fastidio alla Contrada nemica.
Una mossa davvero complicata è proprio quella in cui la Contrada di rincorsa ha la nemica in una buona posizione al canape, in questo caso ci possono essere anche diverse false partenze.
Il regista della corsa è il mossiere, che su una pedana vicino al canape non deve farsi sfuggire niente e soprattutto deve essere attento e fulmineo nell'azionare il meccanismo per l'abbassamento del canape nel caso in cui ci siano forzature da parte di qualche fantino per evitare che non si abbiano cadute.

Lui è un giudice inappellabile, una mossa potrà essere discussa, ma non ripetuta se il mossiere la riterrà valida. Partenze perfette sono molto rare e quando avvengono sono più il frutto del caso che della volontà.
La Buca del Palio è contornata da una miriade di persone divise in qualcosa che sembra una tavolozza di colori, che esplode ad ogni falsa partenza.
La corsa è brevissima, i cavalli montati a pelo dai fantini, percorrono tre giri di pista in pochissimi secondi, le voci si alzano e per tutta la durata della corsa non cessano più di strillare…come se i contradaioli in quei pochi momenti buttassero fuori tutta le emozioni che hanno accumulato in quella settimana tanto bella, tanto attesa, ma anche piena di tante tensioni.
Attimo dopo attimo, qualcuno ha gli occhi pieni di lacrime perché il suo sogno sta finendo, altri sono nell'incertezza…ma dopo pochi secondi tutto è finito, una dominerà sulle altre.
Tutti i contradaioli uniti corrono verso il CENCIO che portano in festa prima per la pista e poi per tutte le via di Contrada.

Solo per una Contrada è vittoria, per le altre undici è tutto finito e la disperazione piano piano si trasforma in determinazione, in voglia di ricominciare.
Vedere la Corsa diventa in qualche modo emozionante anche per chi non è di Fucecchio e non vive tutto il Palio.
I colori delle Contrade che dividono in dodici spicchi la Buca d'Andrea, i volti scossi dei contradaioli, la tensione che si sente scorrere nel silenzio prima della mossa sono qualcosa che rimane dentro anche a quelle persone che vengono a vedere il nostro Palio solo per assistere ad uno spettacolo e per questo ogni anno non mancano all'appuntamento.