Il Corteo è bello… imponente… solenne…
Il suo significato lo capisci se ci entri dentro in qualche modo, la scossa che trasmette un arrivo al bandierino è facile da sentire, il brivido dei colori… il fruscio della seta… il suono del tamburo…sono un'altra cosa.
Forse questo è il modo per spiegare il senso di fierezza che ti entra addosso insieme alla calzamaglia…alle vesti… al cuoio…ed ai velluti.
Il corteo storico è la Contrada…è l'orgoglio di mostrarsi e raccontare la propria storia… è il passo lento…la fierezza negli occhi…lo sguardo in avanti…
Per questo "vestirsi" è un insieme di cose che coinvolge tutti, anche quei contradaioli che la montura non la indossano mai…ma la lavorano tutto l'anno, perché ogni volta sia tutto a posto…splendente…perfetto…
I bozzetti dei costumi vengono disegnati da scenografi facendo spesso riferimento a pitture del passato.
La realizzazione è un lavoro molto impegnativo…le abili mani delle donne di Contrada riescono a trasformare preziosi velluti in abiti ricercati in stile perfetto.
Il corteo storico si svolge la mattina del Palio per le strade di Fucecchio, che diventano più strette per la folla di persone che assiste a questa meravigliosa scenografia a cui partecipano più di mille figuranti.


CORTEO STORICO 2008

La Contrada Cappiano con il suo corteo storico vuole far conoscere quello che è considerato il primo libro di storia dell'arte: Le Vite.
Questo trattato scritto da Giorgio Vasari prima nel 1550 e poi in una seconda edizione nel 1568, presenta le biografie di pittori, scultori e architetti dal 1300 al 1500.
Vasari, infatti, propone un percorso evolutivo : dopo che l'arte ha toccato il punto più basso nel Medioevo, si risolleva, a poco a poco, con tappe segnate dalla progressiva conquista della natura, della prospettiva, del corpo umano.
Una prima "età" viene aperta da Cimabue ed ha come figura centrale Giotto, una seconda epoca, che coincide con il Quattrocento, va da Masaccio a Brunelleschi. Si avvicina al culmine con la "terza età", il periodo di Leonardo e Raffaello, e raggiunge infine la vetta con Michelangelo, dopo il quale non ci può essere che declino.
Il corteo storico si apre con un primo quadro ambientato alla corte dei Medici. Il Vasari ha dedicato "Le Vite" al Duca e coglie l'occasione per illustrare la sua opera a Cosimo e alla corte di nobili.
Il primo artista che il Vasari presenta al Duca è Giotto. Gli fa ammirare alcuni affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova "I Vizi e le Virtù". Conseguenze morali di quell'Avvenimento che è l'incarnazione, morte e resurrezione di Cristo: 7 virtù conducono al paradiso e 7 vizi conducono nell'inferno. Il tutto in bianco e nero, perché il colore è riservato al fascino di Cristo, cui discende l'attrattiva del bene e il disgusto del male.
Per Vasari l'arte dopo Giotto, trova nel 1400 una seconda età con Brunelleschi e la conquista della prospettiva. Quindi illustra alla corte Medicea coma Brunelleschi sia l'artefice del passaggio dalla ricerca astratta all'applicazione concreta della terza dimensione su un piano. Esemplari sono le tavolette prospettiche, realizzate all'inizio del Quattrocento, dove era possibile osservare, attraverso un foro praticato nella tavoletta, la veduta prospettica del Battistero di Firenze, riflessa su uno specchio.
Dopo la prospettiva di Brunelleschi, il Vasari, conduce Cosimo nella terza età dell'arte facendogli conoscere una delle opere più belle di Leonardo da Vinci: La dama con l'ermellino.
Questo ritratto fu dipinto da Leonardo durante il soggiorno milanese intorno al 1489. La donna raffigurata sembra essere Cecilia Gallerani, legata sentimentalmente con il Duca Ludovico il Moro.
Il vivace movimento della testa della donna, in contrapposizione al busto, vuole tradurre come fosse un'istantanea, il "moto dell'anima"del personaggio ritratto, rivoluzionando le tipologie statiche del ritratto convenzionale.
Per concludere questo viaggio Vasari non può che illustrare a Cosimo, quello che lui considera la maggior espressine dell'arte: Michelangelo Buonarroti.
Michelangelo nel 1508 per incarico del nipote del papa Sisto IV, dipinge la volta della Cappella Sistina a Roma. Vasari mostra un particolare di questa grande opera : Le Sibille, che sedute su troni si alternano ai Profeti, sui lati lunghi della volta. I Veggenti sono coloro che per primi intuirono la venuta del Redentore e testimoniano l'attesa da parte dell'umanità.Le Sibille, pur appartenendo al mondo pagano, sono qui rappresentate per le loro doti di indovine, intendono in tale maniera allargare l'attesa della Redenzione del popolo eletto a tutta l'umanità.
Il corteo storico si conclude con tre fanciulle che rappresentano la pittura, la scultura e l'architettura, che offrano dei gigli bianchi in omaggio al Vasari che con la sua critica artista, ha valorizzato e divulgato la grandezza dell'arte fiorentina nel mondo.