La Contrada Cappiano con il suo corteo storico vuole
far conoscere quello che è considerato il primo libro di
storia dell'arte: Le Vite.
Questo trattato scritto da Giorgio Vasari prima nel 1550 e poi
in una seconda edizione nel 1568, presenta le biografie di pittori,
scultori e architetti dal 1300 al 1500.
Vasari, infatti, propone un percorso evolutivo : dopo che l'arte
ha toccato il punto più basso nel Medioevo, si risolleva,
a poco a poco, con tappe segnate dalla progressiva conquista della
natura, della prospettiva, del corpo umano.
Una prima "età" viene aperta da Cimabue ed ha
come figura centrale Giotto, una seconda epoca, che coincide con
il Quattrocento, va da Masaccio a Brunelleschi. Si avvicina al
culmine con la "terza età", il periodo di Leonardo
e Raffaello, e raggiunge infine la vetta con Michelangelo, dopo
il quale non ci può essere che declino.
Il corteo storico si apre con un primo quadro ambientato alla
corte dei Medici. Il Vasari ha dedicato "Le Vite" al
Duca e coglie l'occasione per illustrare la sua opera a Cosimo
e alla corte di nobili.
Il primo artista che il Vasari presenta al Duca è Giotto.
Gli fa ammirare alcuni affreschi della Cappella degli Scrovegni
a Padova "I Vizi e le Virtù". Conseguenze morali
di quell'Avvenimento che è l'incarnazione, morte e resurrezione
di Cristo: 7 virtù conducono al paradiso e 7 vizi conducono
nell'inferno. Il tutto in bianco e nero, perché il colore
è riservato al fascino di Cristo, cui discende l'attrattiva
del bene e il disgusto del male.
Per Vasari l'arte dopo Giotto, trova nel 1400 una seconda età
con Brunelleschi e la conquista della prospettiva. Quindi illustra
alla corte Medicea coma Brunelleschi sia l'artefice del passaggio
dalla ricerca astratta all'applicazione concreta della terza dimensione
su un piano. Esemplari sono le tavolette prospettiche, realizzate
all'inizio del Quattrocento, dove era possibile osservare, attraverso
un foro praticato nella tavoletta, la veduta prospettica del Battistero
di Firenze, riflessa su uno specchio.
Dopo la prospettiva di Brunelleschi, il Vasari, conduce Cosimo
nella terza età dell'arte facendogli conoscere una delle
opere più belle di Leonardo da Vinci: La dama con l'ermellino.
Questo ritratto fu dipinto da Leonardo durante il soggiorno milanese
intorno al 1489. La donna raffigurata sembra essere Cecilia Gallerani,
legata sentimentalmente con il Duca Ludovico il Moro.
Il vivace movimento della testa della donna, in contrapposizione
al busto, vuole tradurre come fosse un'istantanea, il "moto
dell'anima"del personaggio ritratto, rivoluzionando le tipologie
statiche del ritratto convenzionale.
Per concludere questo viaggio Vasari non può che illustrare
a Cosimo, quello che lui considera la maggior espressine dell'arte:
Michelangelo Buonarroti.
Michelangelo nel 1508 per incarico del nipote del papa Sisto IV,
dipinge la volta della Cappella Sistina a Roma. Vasari mostra
un particolare di questa grande opera : Le Sibille, che sedute
su troni si alternano ai Profeti, sui lati lunghi della volta.
I Veggenti sono coloro che per primi intuirono la venuta del Redentore
e testimoniano l'attesa da parte dell'umanità.Le Sibille,
pur appartenendo al mondo pagano, sono qui rappresentate per le
loro doti di indovine, intendono in tale maniera allargare l'attesa
della Redenzione del popolo eletto a tutta l'umanità.
Il corteo storico si conclude con tre fanciulle che rappresentano
la pittura, la scultura e l'architettura, che offrano dei gigli
bianchi in omaggio al Vasari che con la sua critica artista, ha
valorizzato e divulgato la grandezza dell'arte fiorentina nel
mondo.